Shōshin Art Club: il progetto digitale di masterclass e contenuti esclusivi di Valentino Longo

 

A fine settembre 2020 l’Head Bartender romano classe 1988 del Four Seasons Hotel at the Surf Club di Miami Valentino Longo ha lanciato il progetto Shōshin Art Club, una piattaforma digitale di contenuti pensata per professionisti e appassionati, dove poter fruire contenuti direttamente o indirettamente legati al mondo della miscelazione. Iniziato alla carriera come commis all’Hotel de Russie, con Massimo D’Addezio, Valentino ha lavorato tre anni dietro il bancone in Inghilterra, esperienza alla quale ha fatto seguito il ritorno in Italia in concomitanza con l’inizio, per la moglie, dell’esperienza da Co.So al Pigneto. Valentino lavora a La Moderna, un locale in cui organizza eventi con altri bartender ospiti e anche serate musicali a base di swing.

 

 

Dopo poco tempo, alla possibilità di andare a Miami per curare l’apertura di una seconda sede risponde presente e, dopo un anno in cui si occupa di entrambe le realtà, lascia per trovare una stabilità, il Four Seasons dove lavora ancora oggi. È proprio qui che nel 2019 si iscrive al concorso The Most Imaginative Bartender 2020 organizzato da Bombay Sapphire Gin. “L’intera competizione è durata nove mesi. Sono riuscito a superare tutte le fasi intermedie, dove mi veniva chiesto di realizzare dei cocktail a tema, e ad approdare alla finale nazionale a Chicago. Il premio in palio era di 30.000€ e l’ho vinto dopo aver spiegato il mio progetto, Shōshin Art Club, a una giuria”.

 

 

L’idea

Mentre prima dell’avvento del Covid-19 l’idea era quella di creare un luogo di aggregazione dell’arte del bartending, dove potersi formare e informare, scambiarsi informazioni e rispondere a domande tra professionisti del settore, con il tempo l’idea è diventata virtuale. “Ho deciso di investire tutto il denaro ottenuto nella creazione del sito e dei contenuti, coinvolgendo un fotografo di Londra. Shōshin Art Club è un nome composto. Il primo termine può essere tradotto con la ‘mente del principiante’, un concetto che ho appreso in Giappone, secondo il quale non bisogna mai sentirsi mai arrivati ed è importante assorbire anche dalle persone che sulla carta non possono esserti quelle adatte, perché tutti ci possono trasmettere qualcosa. Ho deciso quindi di scegliere questo termine per il mio progetto perché ne rappresenta l’essenza; oltre ad avere importanti personalità del settore del calibro di Agostino Perrone e Daniele Dalla Pola, infatti, sulla piattaforma si possono seguire contenuti generati da importanti personaggi di altri settori, come Vittoria Collado che insegna a gestire il linguaggio del corpo nel teatro e nel cinema. Art Club, invece, sta a indicare l’ambizione di unire il mondo bar e quello dell’arte; nel primo non è solo importante la creazione di nuovi cocktail, ma anche la costruzione del significato che hanno alle spalle, il linguaggio del corpo e la storia che si racconta al cliente”.

 

 

I contenuti

Due sono le tipologie di contenuto: gratuite e per abbonati. Le prime riguardano solo un ristretto numero di classi, quali i contenuti generati dai professionisti non del mondo bar, Extra Credits, le classi mono-ingrediente, Product Knowledge, e i video Shōshin@home, nei quali viene illustrata la preparazione di un cocktail. Se si attiva il Premium Pass si può accedere ai restanti contenuti Leadership, Mentorship, Technique e Brands Classes, dove poter imparare, tra le tante, alcune nozioni di bartending internazionale, di miscelazione tiki e l’arte del foraging. “Il 90% del target è costituito da professionisti, mentre il restante 10% da appassionati. La piattaforma è rivolta anche ai manager a direttori di sala, perché gli argomenti spaziano oltre alla classica realizzazione di un cocktail. Per esempio, Giuseppe Gallo, ha rilasciato per noi un contenuto dove spiega come poter lanciare il proprio brand”. Esiste poi un’ulteriore formula, Business pass, che fornisce un accesso personalizzato per un ristretto gruppo di persone, come i dipendenti di un locale.

 

 

Gli sviluppi

Gli sviluppi del progetto sono molteplici. “Abbiamo in programma di creare contenuti in America ed Europa. Abbiamo già scelto i relatori, come Anna Sebastian dell’Artesian di Londra e Martin Hudak del Maybe Sammy di Sidney, e ci manca solo poter produrre i video, con la nostra troupe, insieme a loro. Vorrei anche che Shōshin Art Club possa avere un riscontro anche fisico, come avevo pensato all’inizio. Potrebbe essere un locale ma anche un palinsesto di eventi, nel quale vengano incorporate arti quali fotografia, pittura e musica. Un ultimo sviluppo è quello delle borse di studio, che rilasceremo alle persone che non stanno lavorando, Release Scholarship, e alle persone che intendono condividere con noi la propria idea di Shōshin, Artistic Scholarship.

 

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