Ma che ci ha fatto di male lo Spritz?

Lo sappiamo già cosa state pensando: “lo Spritz? Ma siete seri? Non può nemmeno essere definito cocktail quella roba lì”. Poniamo per un momento che ad aver ragione siano i detrattori del celeberrimo miscelato arancione. Se così fosse, non sarebbe opportuno chiedersi “che cos’è un cocktail?”?

Del resto, l’uomo si pone domande sin dall’alba dei tempi: da dove veniamo? Chi siamo? Dove stiamo andando?

Quali sarebbero le risposte se queste domande fossero applicate allo Spritz? Nell’ordine:

Da quello che storicamente è stato il Regno Lombardo-Veneto e che oggi è semplicemente il Veneto.

Uno dei cocktail più consumati d’Italia.

Verso l’estate, quindi si spostino Martini e Negroni perché anche quest’anno di Spritz ne correrà a fiumi.

Scherziamo, ormai lo sapete, ma questa piccola introduzione non è così lontana dalla realtà. Quanti di voi possono dire di NON avere mai bevuto uno spritz? Pressoché nessuno, scommettiamo. Che poi vi piaccia o non vi piaccia è un altro discorso ovviamente.

Ad ogni modo vi raccontiamo la storia (presunta) delle sue oscure origini. Come dicevamo, pare sia nato in modo fortuito come un semplice “allungamento” dei vini veneti, giudicati eccessivamente forti dai soldati austriaci di stanza nel Regno Lombardo-Veneto. Del resto, da quel che si dice, i buoni soldati erano abituati più che altro alla birra, la cui gradazione alcolica era ed è sicuramente minore rispetto a quella della maggior parte dei vini. Per tanto, non stupisce (anche se agghiaccia) che per poterne sopportare l’impatto fossero soliti aggiungervi del seltz, cosa che avrebbe anche dato origine al nome stesso del cocktail Spritz, derivante dal verbo tedesco “spritzen”, “spruzzare”, riferito al seltz che veniva spruzzato nel bicchiere di vino.

Così come lo conosciamo oggi, lo Spritz nacque sulla fine degli anni Venti del Novecento a Venezia, per l’appunto, con una ricetta che prevedeva di unire il vino bianco secco all’Aperol e al seltz, rigorosamente in parti uguali. Rimasto “sotto traccia” per diversi decenni, il cocktail acquisisce grande popolarità negli anni ’70 e dal Veneto si espande in tutta Italia diventando il cocktail da aperitivo per antonomasia e arrivando a essere riconosciuto dall’International Bar Association nel 2011.

Ecco la ricetta per uno Spritz classico perfetto:

1/3 Vino Bianco secco (quasi sempre Prosecco)

1/3 Aperol

1/3 Seltz

 

Ora cosa ne dite? La storia c’è, la diffusione nemmeno a parlarne, l’IBA ha approvato… ci facciamo uno spritz aspettando l’estate?

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