Quanto è italiano l’Americano?

È italiano, si chiama Americano, è realizzato solo con prodotti nostrani. Tutto sommato non si presenta male questo cocktail classico nella sua “incoerenza onomastica”, se proprio volessimo definirla così.

Come spesso accade peri cocktail nati nel secolo scorso, è difficile capire da dove derivi il nome di questo drink diventato, nel corso del 1900, talmente famoso da essere ormai uno dei più consumati in Italia e nel mondo.

Alcuni dicono che questo nome “esotico” derivi dalla modalità di servizio del cocktail, che viene proposto in un tumbler basso con ghiaccio, alla maniera americana. Altri ancora sostengono che il nome sia stato coniato in onore di Primo Carnera, un pugile italiano talmente conosciuto negli Stati Uniti da essere stato soprannominano “L’Americano”.

Quale che sia l’origine reale del nome, questo cocktail è in se stesso una summa di due filosofie del bere italiano, i due aperitivi per eccellenza che rappresentano anche le città di provenienza: il Vermouth di Torino e il Campari di Milano.

Ecco la ricetta per realizzare un Americano perfetto:

 

3 cl Bitter Campari

3 cl Vermouth Rosso

Soda

Scorza di limone

 –

Mettere gli ingredienti in un bicchiere “old fashioned” con cubetti di ghiaccio, agitare, aggiungere la soda e guarnire con scorza di limone.

La discendenza, in questo caso, è molto più semplice da scoprire rispetto all’origine del nome: l’Americano è senza dubbio un’evoluzione del famosissimo cocktail Milano Torino, le cui iniziali danno, non a caso, il nome alla nostra guida. La ricetta del Milano Torino era però leggermente diversa e non solo perché il cocktail veniva servito rigorosamente liscio:

 

3 cl Punt & Mes

3 cl Bitter Campari

Scorza di limone

– 

Mettere gli ingredienti in un “mixing glass”, mescolare, trasferire in un bicchiere alto e guarnire con scorza di limone.

 

 

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