Si chiama MeMento ed è il primo distillato analcolico della storia. Ce lo racconta Eugenio Muraro

Si chiama MeMento ed è il primo distillato analcolico italiano. Eugenio Muraro, il suo creatore, ce lo racconta su MT Magazine.

 

Eugenio, cosa significa distillato analcolico?

La distillazione non è un procedimento legato necessariamente all’alcool, ma un processo che permette la separazione di due elementi che sono in soluzione tra loro. Per produrre il gin, per esempio, l’alcol viene vaporizzato e messo a contatto con le botaniche, delle quali acquisisce gli aromi. Una volta raffreddato – ovviamente sto semplificando, ma il processo è a grandi linee questo – si ottiene il gin. Noi invece che dall’alcol partiamo dall’acqua, ma il procedimento è il medesimo: si scalda l’acqua, il vapore passa attraverso le botaniche rompendone i legami chimici, ne porta via gli elementi peculiari e poi entra nella serpentina dove si ricondensa dando vita a due prodotti diversi che tutti conosciamo, cioè gli oli essenziali e le acque aromatiche. MeMento è un blend di acque aromatiche ottenute per distillazione.

Cos’è esattamente un’acqua aromatica?

L’acqua aromatica o idrolato si ottiene facendo passare una corrente di vapore d’acqua attraverso le sostanze da cui si devono estrarre i principi volatili. È un composto molto diverso dall’acqua aromatizzata: quest’ultima infatti è ottenuta inserendo gli aromi direttamente nell’acqua, mentre l’acqua aromatica è ottenuta per distillazione.

MeMento è quindi a tutti gli effetti un distillato analcolico?

Esattamente. L’ho chiamato MeMento perché ritenevo importante utilizzare una parola latina per il nome di un prodotto che viene realizzato solo con piante aromatiche del Mediterraneo, il mare che bagna le nostre coste e che racchiude le nostre origini. Inoltre, memento vuol dire “ricordati”, quindi questo distillato serve anche a ricordarci l’importanza dei prodotti naturali, un monito per la loro applicazione nel mondo del bartending.

L’acqua aromatica è un prodotto di recente scoperta?  

Assolutamente no, è conosciuta da migliaia di anni e utilizzata in diverse applicazioni come la profumeria, la cosmesi e la cucina, ma nessuno prima d’ora aveva mai pensato di applicarla al mondo della miscelazione. È questa la novità. Non ho inventato nulla a livello tecnico, ho solo creato un’innovazione di significato, dando una veste nuova a qualcosa che già si conosceva. Pensa che delle acque aromatiche si parlava per esempio già molto durante il dominio dei Medici a Firenze, periodo in cui erano utilizzate come medicamenti. Le connessioni con la nostra storia e con il nostro territorio sono dunque tantissime.

Di MeMento ci sono due referenze, giusto?

Esatto. La prima è stata realizzata nel 2017 ed è un prodotto a base di quattro acque distillate diverse: il rosmarino che ha la parte aromatica, la rosa che dà la parte floreale, l’erba cedrina che ha la parte citrica e infine l’elicriso, il cui sapore etereo fa da collante al tutto. Nell’autunno del 2019 abbiamo presentato la seconda referenza, perché volevamo arricchire la gamma di un nuovo prodotto in grado di suggerire un utilizzo diverso al precedente. L’abbiamo chiamata Green perché tutti gli elementi (mirto verde, melissa, lauro, arancio amaro) tendono al sapore verde. Pensiamo che per la miscelazione sia un prodotto perfetto perché porta con sé uno straordinario ventaglio di sapori perfettamente amalgamati insieme. Può completare un cocktail, esaltarne le parti più aromatiche e al tempo stesso creare contrasti di apprezzabile intensità.

Parliamo proprio della miscelazione. Come si usa MeMento?

Per quanto riguarda l’uso di MeMento in miscelazione, le applicazioni sono infinite, ma noi ci siamo concentrati soprattutto sui cocktail no alcol e low alcol. In entrambi i casi si può utilizzare per realizzare twist dei drink più tradizionali. Prendi per esempio un Clover Club: qui MeMento sostituisce perfettamente il gin ricreando la stessa texture aromatica di un cocktail alcolico, ma senza alcol. Non solo twist on classic comunque, ma anche signature cocktail con MeMento al centro. In questo caso abbiamo notato come il nostro prodotto sia perfetto se abbinato a elementi citrici o frutti rossi. Per quanto riguarda la miscelazione low alcol invece, MeMento può essere un ottimo stratagemma per abbassare la gradazione di cocktail anche piuttosto pesanti come il Martini, rendendolo di più facile beva e, quindi, alla portata di tutti, ma senza sconvolgerlo.

Cosa ne dicono pubblico e bartender? Piace MeMento?

La miscelazione low e no alcol è in grande crescita per svariati motivi: salute, sicurezza e ovviamente anche gusto. Le persone che non bevono alcol sono sempre di più e quindi il cocktail analcolico è un aspetto sempre più importante nel mondo del bartending. Bisogna dare al cliente l’opportunità di bere qualcosa pensato con amore, curato e intrigante, non una semplice spremuta. Il cocktail analcolico fatto con MeMento può dare le stesse sensazioni di un cocktail alcolico, e in più vi aggiunge le proprie note aromatiche, ottenute solo grazie a prodotti di eccellenza e a lavorazioni pazienti così come si faceva una volta.

E per i cocktail alcolici?

MeMento può essere l’ingrediente perfetto anche per cocktail alcolici, naturalmente. Oltre ai già citati twist on classic, il nostro prodotto, accoppiandosi con qualsiasi distillato o liquore, è un’eccellente base da cui partire per la creazione di signature drink aromatici e freschi, buoni in qualsiasi periodo dell’anno.

 

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