Un Cocktail Martini, mescolato, NON agitato.

Uomini, che siate o meno fan, lo sappiamo che anche solo per una volta nella vita avete sognato di indossare uno smoking, dirigervi con aria decisa al bancone di un bar, fissare il barman dritto negli occhi e ordinare con sguardo seducente un Cocktail Martini, agitato, non mescolato. È vero, James Bond nella maggior parte dei film non ordina il Martini classico ma la sua variante meglio nota come Vodka Martini, una fortunata derivazione del cocktail forse più iconico del mondo.

Poco cambia, comunque, perché sull’”agitato non mescolato” il nostro James purtroppo è più volte caduto in un errore che nessun bartender ha mai avuto il coraggio di fargli notare, del resto come biasimarlo? Il Cocktail Martini classico (o la sua variante con la Vodka) secondo la stragrande maggioranza dei barman non va assolutamente agitato ma mescolato con delicatezza, affinché non si diluisca e non perda la classica trasparenza che lo contraddistingue.

Ciò non toglie che, se lo desiderate, un giro nei panni di James Bond e del suo Vodka Martini come piace a lui si possa pure fare, se ovviamente avete il coraggio di sfidare l’ira dei bartender!

Cocktail Martini realizzato dal Bar Carlina dell’NH Collection Piazza Carlina (Torino) e fotografato da Paolo Formica.

Veniamo però alla storia del Cocktail Martini così come si realizza da ricetta classica e cioè con Gin (preferibilmente un London Dry) e Vermouth Dry (o Extra Dry).

Come per la maggior parte dei cocktail diventati celebri, anche l’origine del Martini è avvolta nel mistero e soprattutto nell’incertezza. Alcuni lo considerano una variazione del Martinez del celeberrimo Jerry Thomas, altri ancora ne collocano l’origine addirittura in California, nella città di Martinez, ma si tratta di teorie egualmente confermate e smentite dall’incertezza e dall’impossibilità di reperire fonti storiche concordi sull’argomento. L’unica informazione sicura che abbiamo è quella che vuole la sua nascita intorno alla fine del 1800 e che si tratta di un probabile discendente del Manhattan.

Negli anni è diventato icona di stile ed eleganza, uno dei cocktail più bevuti nei club più esclusivi del mondo, amato da personaggi famosi e star del cinema, apprezzato ininterrottamente dalla fine del 1800 a oggi. Addirittura, è uno dei cocktail che possono vantare più varianti (più o meno accettate e accettabili) rispetto alla ricetta originale: sono infatti più di 100 le rivisitazioni del classico Martini, che ricordiamo prevede per la sua preparazione

 

6 cl di gin

1 cl di Vermouth Dry

Guarnish: oliva o scorza di limone

 

Fondamentale, oltre alla qualità degli ingredienti, è avere un bicchiere ghiacciato, il classico bicchiere Martini naturalmente. Aggiungere a quel punto il gin e il vermouth e mescolare delicatamente per circa 30 secondi con uno spoon lungo.

 

 

 

 

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