Roma Bar Show: a settembre il primo evento tutto italiano interamente dedicato alla mixology. Intervista a Fabio Bacchi.

di ANNA TAMBURRINO

Erano anni che nel ricco e invidiato panorama della cultura enogastronomica italiana, fatto di saloni, fiere, degustazioni e iniziative di profilo internazionale, c’era un importante assente: il beverage.
La portata di questa mancanza era grave quanto impossibile da ignorare ma, come spesso succede, le cose accadono solo quando i tempi sono maturi. E finalmente sembra lo siano.
Roma sarà infatti presto il palcoscenico su andrà in scena la mixology italiana: il 23 e il 24 settembre il Palazzo dei Congressi all’Eur ospiterà un evento internazionale dedicato esclusivamente al settore del bartending, dalla produzione, al trading e alla tradizione, il primo in Italia.

Fabio Bacchi, che oltre ad essere uno dei più completi professionisti del settore è anche uno delle quattro personalità a cui dobbiamo l’idea, si dice molto entusiasta ed emozionato per questa importante iniziativa, che ha un po’ il sapore di una sfida personale.

Non è stato e non sarà facile, ma le aspettative sono molto alte” – afferma mentre ribadisce la necessità di rimanere con i piedi per terra perché queste grandi iniziative possono nascondere insidie inaspettate.

Sembrava qualcosa di molto poco probabile, sia per la portata dell’operazione sia perché in Italia c’è poca propensione a fare sistema nel settore del bartending, come d’altronde in molti altri settori, ma ce l’abbiamo fatta”.

 

 

C’è molta attesa per questo appuntamento, che si presenta come un passo quasi inevitabile, naturale. La verità è, però, che se qualcuno non avesse avuto quest’intuizione, che sembra oggi banale, non saremmo qui a parlarne. Come nasce il Roma Bar Show?

L’idea di creare il primo evento di largo profilo dedicato alla mixology è nata grazie ad un gruppo di professionisti dotati di anime diverse, tra cui Andrea FofiLeonardo Leuci, Giuseppe Gallo e il sottoscritto, i primi a rendersi conto che in Italia, a differenza del resto d’Europa, non esisteva un evento del genere.
In Italia vi è da sempre una sorta di “polverizzazione”, ovvero tanti eventi minori dislocati, ma ognuno di essi lontano dal poter essere paragonato al Bar Convent di Berlino o ad altri saloni che hanno luogo ogni anno nelle maggiori capitali europee: Londra, Amsterdam, Parigi, Atene. La sollecitazione ultima è arrivata poi dal mondo aziendale, che ha riscontrato l’esigenza di creare una rete tra piccoli produttori e grandi multinazionali. Nasce così il Roma Bar Show, per il quale partiamo avvantaggiati dall’expertise di tutti gli eventi che lo hanno preceduto nel resto d’Europa.

Un’assoluta novità per l’Italia quindi, ma non per il resto d’Europa. Di cosa si tratta esattamente?

Il Roma Bar Show sarà un salone molto grande, di circa 5000 metri quadrati, ricco di contenuti innovativi e diversi rispetto a ciò che si è visto finora, dal punto di vista tecnico ma soprattutto umano.
Protagonista sarà infatti il consumatore, il quale potrà godere di una due giorni (ma in realtà molti di più grazie ai numerosissimi eventi fuori salone) di percorsi esperienziali e di tasting, più che iniziative accademiche riservate agli esperti del settore.

Ovviamente non mancheranno anche le aziende. La spirit industry italiana è stata infatti molto recettiva: hanno risposto più di 100 aziende tra grandi e piccole, le quali parteciperanno al salone insieme ai nomi più in vista del bartending internazionale.

Grazie ad un apposito lavoro di comunicazione, inoltre, anche la città sarà coinvolta in questo importante evento. E questo perché l’organizzazione del Roma Bar Show rappresenta una presa di posizione netta del settore del bartending in Italia.

Il Roma Bar Show promette di essere molto di più di ciò che avverrà all’interno del Salone. La città nella sua totalità sarà interessata dalle iniziative che andranno ben oltre i due giorni previsti. A questo punto sorge spontanea una domanda, forse fastidiosa ma legittima: perché non Milano?

La scelta della città di Roma non è a caso. Molti si chiedono quale sia la ragione, pensando che una città elegante, sempre all’avanguardia e recettiva nei confronti delle nuove tendenze come Milano possa essere la location perfetta per un evento del genere che vuole essere di respiro internazionale.
La risposta è molto semplice: prima di tutto perché è la capitale e di solito questi eventi avvengono nelle capitali europee, poi spesso si dimentica che Roma ha un’invidiabile appeal per i turisti di tutto il mondo, che avranno l’opportunità di vederla sotto un altro aspetto.

Le altre città italiane, tuttavia, non saranno completamente avulse dal fenomeno “Roma Bar Show”: la nostra è un’operazione sistemica, in cui abbiamo coinvolto anche Milano, come le altre città dello stivale, le quali hanno risposto entusiasticamente e parteciperanno con piacere a questo nuovo progetto.

Inizia quindi il conto alla rovescia: tutto è quasi pronto e Roma, come l’Italia intera, si prepara ad accogliere il primo evento internazionale dedicato alla miscelazione. Sembra un caso che prenda il via proprio quest’anno, in cui cade il centenario del cocktail ambasciatore della mixology made in Italy nel mondo: il Negroni. Un motivo in più per sentirsi orgogliosi e non mancare all’iniziativa.

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