Taormina ieri, oggi e domani: Intervista a Christian Sciglio

Christian Sciglio, titolare del Morgana di Taormina, ci racconta la stagione forse più difficile della storia recente, una situazione che tutti sull’isola stanno affrontando a testa alta e con rinnovato entusiasmo. L’estate italiana si farà!

 

Taormina tra ieri e oggi: com’è cambiato il turismo?

Taormina è sempre stata un luogo straordinario, sia per le bellezze naturali e architettoniche che per l’accoglienza, oggi molto diversa rispetto al passato. Sembrerà incredibile, ma negli anni ’50 e ’60, Taormina era una meta turistica invernale, ad agosto si chiudeva tutti per ferie. Già all’epoca era tra le destinazioni preferite di celebrità nazionali e internazionali, cosa che ha permesso, nel corso del tempo, di farla conoscere in tutto il mondo. Oggi siamo un punto di riferimento per il turismo estivo, ma da taorminese mi piacerebbe che il mio territorio vivesse di ospitalità tutto l’anno e a 360°. Oggi la stagione va da aprile a ottobre e poi tutto si ferma, tranne nel periodo tra Natale e Capodanno, ma Taormina è bella, viva e ricca in qualsiasi periodo dell’anno. Stiamo quindi lavorando a livello di ospitalità e di proposte per diventare una meta capace di soddisfare qualsiasi tipo di turista in qualsiasi momento, a cominciare dalla ristorazione e dalla mixology, perché oggi più che mai il pubblico sa bere e sa mangiare bene e, giustamente, lo esige ovunque.

Che tipo di miscelazione si fa adesso a Taormina?

Diciamo che quest’anno, sulla scia del centenario del Negroni, il whisky ha avuto un incremento significativo nella nostra mixology, persino d’estate. Per esempio, io ho proposto una rivisitazione dell’Old Fashioned con Bourbon, fat wash con olio di cocco, bitter con zenzero, gocce di limone e zucchero, che viene poi mescolato ghiacciato in modo che anche il whisky diventi fresco e il cocktail possa risultare piacevole e beverino persino in spiaggia. È un modo di “svecchiare” i classici e di adattarli al clima e al territorio, un altro elemento che nei miei cocktail è sempre presente, sia nei signature che nei twist, che sono ricchi di prodotti della nostra terra come agrumi, basilico, prezzemolo, e tutte le specie autoctone dell’isola. Questo non significa rinunciare a gusti più esotici, anzi: non tutti lo sanno, ma qui vicino c’è una produzione di maracuja e mango che sono straordinari, quindi ovviamente li usiamo in miscelazione. Chissà quanti possono dire di aver bevuto un Daiquiri con mango siciliano (ride n.d.r.)!

Come ha inciso il lockdown sulle vostre attività?

È stato un grosso problema perché Taormina vive per il 90% di turismo, e il lockdown ha impedito l’inizio della stagione, che da noi in genere è verso Pasqua. L’amministrazione e i cittadini però si sono comportati molto bene, non abbiamo avuto nemmeno un caso di Covid e ci siamo tutti un po’ reinventati: io per esempio ho cominciato a fare cocktail da casa e, attraverso le dirette instagram, ho mandato ricette in giro per l’etere per coinvolgere tutti quelli che, come me, erano costretti tra le mura domestiche. Le ricette sono state molto apprezzate e hanno permesso a molti appassionati di capire quanto tempo e quanto impegno ci vanno per studiare un nuovo drink o un nuovo piatto.

Come sta andando l’estate?

Cominciamo a vedere una ripartenza adesso, io sono fiducioso!

Il turismo a Taormina cambierà?

Il nostro turismo dipende dal periodo, ma è senza dubbio più straniero che italiano. In questo momento però Sicilia, Sardegna, Puglia etc sono tra le mete più ambite in Italia, quindi è probabile che chi abita al Nord o al Centro quest’anno trascorra le vacanze al Sud. Sarà una stagione diversa, si frequenteranno i locali con più attenzione, e non solo dal punto di vista sanitario, perché durante il lockdown sono stati tanti gli appassionati che hanno approfondito la storia e le tecniche della cucina e della miscelazione, quindi credo che il turismo quest’anno sarà anche culturalmente più consapevole. Al di là dei turisti però io mi auguro che il periodo che stiamo vivendo possa insegnare a tutti a rispettare di più il mondo in cui viviamo. Abbiamo scoperto una cosa che era già evidente da sempre, è cioè che su questa Terra siamo solo ospiti e che solo rispettandola possiamo continuare a viverci. Per la Taormina dell’accoglienza immagino un cambiamento importante, un nuovo modo di lavorare in cui curiamo ancora di più il dettaglio, dove la competizione sia sana e dove la promozione e la tutela del nostro territorio siano gli obiettivi principali.

Morgana: quali sono i progetti per il futuro?

Durante il lockdown stavo valutando la possibilità di tenere chiuso questa estate, ma alla fine non l’ho fatto. In 20 anni, ogni anno ci siamo presentati al pubblico a inizio stagione con un Morgana diverso, e adesso lo abbiamo ulteriormente reinventato, venite a trovarci e saremo felici di farvi vedere come!

In più ti svelo un segreto: il sogno che avevo chiuso nel cassetto da circa 5 anni sta per realizzarsi. Ti dico solo due cose: nuovo distillato e dicembre 2020, non aggiungo altro!

 

 

 

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