Dopo cena? Una tazza di Moscow Mule!

Da quando nei cocktail bar è partita la gara al bicchiere più originale non ci stupiamo più di niente. In Piemonte si chiamano “burnie” quei tipici barattoli da conserva che oggi è più facile vedere sul tavolino di un locale notturno piuttosto che sugli scaffali della nonna, ma possiamo sbizzarrirci all’infinito con l’elenco dei contenitori alternativi ai bicchieri, tra dispenser per il sapone, tazze da te, provette e chi più ne ha più ne metta. C’è un contenitore però che è immediatamente riconoscibile e soprattutto riconducibile al cocktail che ospita: la tazza di rame del Moscow Mule. Il suo utilizzo, ormai diffusissimo anche in Italia, potrebbe trarre in inganno gli osservatori meno esperti riguardo il contenuto, così come il nome stesso del Cocktail potrebbe far pensare a un’origine russa che invece il miscelato non ha neanche lontanamente.

La sua nascita si deve infatti al fortunato incontro tra due imprenditori americani, accomunati dalla difficoltà nel vendere, negli Stati Uniti, due prodotti che commercializzavano nel resto del mondo: la Vodka e il Ginger Beer. Avete mai sentito l’espressione “l’unione fa la forza”? Ecco, in questo caso è stata più che mai azzeccata. John G. Martin mise la vodka, Jack Morgan invece il suo Ginger Beer, quello che proprio non riusciva a fare decollare nonostante fosse proprietario di quello che all’epoca era il bar più in voga di Hollywood, il Cock’n’Bull Tavern in Sunset Boulevard. Era il 1941 quando si incontrarono in un bar di New York, il Chatham, ed ebbero l’idea di unire i due prodotti e dare origine a un cocktail nuovo, cui decisero di aggiungere anche un po’ di lime per spingere ulteriormente la nota briosa dato dallo zenzero del Ginger Beer.

Come spesso accade con le idee geniali, la fortuna ci mise anche un po’ del suo. Allo stesso tavolino dei due imprenditori sconfortati c’era anche un’imprenditrice sull’orlo di una crisi di nervi: aveva un magazzino pieno di tazzine di rame da 5 once, ognuna delle quali aveva inciso sopra un asinello. Queste tazzine erano da smaltire. Il primo Moscow Mule della storia venne bevuto proprio in una di queste, e da allora divenne quasi un ingrediente fisso della nuova creazione.

Furono gli anni ’50 a decretare la consacrazione del Moscow Mule e soprattutto della Vodka, che finalmente potè spopolare anche in America così come già era capitato nel resto del mondo.

Ecco la ricetta per un Moscow Mule perfetto:

 

Vodka: 4,5 cl

Ginger Beer: 12,5 cl

Succo di lime fresco: 0,5 cl

1 fetta di lime.

 

Il procedimento è il seguente: riempite di ghiaccio la tazza e unite la Vodka al Ginger Beer. Unite poi il succo di lime e guarnire con una fettina di lime.

 

Lo sappiamo che ve lo state chiedendo: e il cetriolo? Nonostante non esista forse al giorno d’oggi un solo Moscow Mule che esca senza la fettina di cetriolo, questo ingrediente non fa assolutamente parte della ricetta originale. L’errore, se così si può definire, nasce dal fatto che in Russia è uso comune quello di servire cetriolini in salamoia in abbinamento ai drink a base di vodka.

Originale o meno, questa variazione è comunque ormai tollerata e concessa, così come l’uso di aggiungere zenzero fresco e un ciuffetto di menta.

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