Il cocktail rosso per eccellenza svela i suoi segreti…

Maria I Tudor è una delle più famose regine d’Inghilterra, nota soprattutto per aver fatto giustiziare, nel corso di un regno tutto sommato piuttosto breve (1553 – 1558), un numero piuttosto alto di oppositori politici e religiosi, attività che le valse l’appellativo con il quale è conosciuta ancora oggi: “La sanguinaria”. 
Vi starete chiedendo il perché di questa lezioncina di storia, ma i più sagaci l’avranno già capito: oggi si parla del Bloody Mary. L’origine del nome di questo arcinoto cocktail sono in realtà più incerte di quello che sembra: se alcuni infatti sostengono l’evidenza della dedica a Maria La sanguinaria, in virtù del colore rosso acceso della bevanda, altri invece ritengono che si tratti di un’evoluzione di un cocktail precedentemente ispirato a Mary Pickford, attrice canadese tra le più famose dei primi anni di Hollywood, vincitrice di due premi Oscar (nel 1930 e nel 1976), la cui sfumatura rossastra era data da granatina e maraschino. 

Il cocktail è certamente tra i più curiosi e conosciuti al mondo, non solo per via del suo colore ma soprattutto dei suoi ingredienti, che ne hanno fatto uno dei drink più trasversali dell’IBA (International Bartenders Association), ottimo sia come “pre” che come “after-dinner”. Celebri sono le apparizioni in show televisivi iconici come Will & Grace, in cui Karen Walker era solita berne in quantità “che voi umani” mentre interpretava il suo alias, Anastasia Beaverhausen.  

Ecco la ricetta IBA per la preparazione del Bloody Mary

4,5 cl Vodka

9 cl di succo di pomodoro

1,5 cl di succo di limone

2/3 gocce di salsa worcestershire

1 pizzico di sale di sedano e di pepe nero

Tabasco QB

Decorazione: gambo di sedano

Tecnica: throwing

 

Il cocktail può essere shakerato oppure mescolato lentamente, le scuole di pensiero sono diverse ma il risultato è lo stesso. 

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