Intervista a Paola Mencarelli, ideatrice della Florence Cocktail Week

Paola Mencarelli

Dal 21 al 27 settembre torna la Florence Cocktail Week, la kermesse dedicata alla miscelazione organizzata da Paola Mencarelli. L’evento, quest’anno giunto alla quinta edizione, è diventato in pochi anni un punto di riferimento nel settore, coinvolgendo un numero sempre più grande di cocktail bar: dai 13 del 2015 ai 40 di quest’anno, fra Bar d’Hotel, Cocktail Bar e High Volume Bar. Per il secondo anno di fila, da oggi fino a domenica 20 settembre, si svolge anche l’altra rassegna che vede protagonista le 10 province toscane, la Tuscany Cocktail Week, che quest’anno si svolge in 70 cocktail bar. Per approfondire alcune tematiche generali e altre di particolare interesse in quest’annata eccezionale, abbiamo fatto alcune domande all’ideatrice Paola Mencarelli.

 

Cinque anni fa nasceva la Florence Cocktail Week, che quest’anno si terrà dal 21 al 27 settembre. Com’è nata l’idea di creare un evento del genere nella città?

La Cocktail Week è nata a Londra nel 2008 e da lì il format si è diffuso in Europa e nel mondo. Noi, nel 2016, abbiamo avuto l’intuizione di riproporlo in Italia. È un format che si adatta in base alla città in cui viene replicato. Firenze, essendo una città piccola, è adatta per permettere al pubblico di fare l’intero tour nei cocktail bar. Sulla base del format noi, come Florence Cocktail Week, abbiamo poi inserito le Masterclass il pomeriggio e le Guest Night la sera.

 

Quali sono le soddisfazioni più grandi che l’evento ti ha dato in questi anni?

La più grande soddisfazione è aver visto crescere il livello e la qualità della miscelazione a Firenze. Cinque anni fa c’erano già alcuni cocktail bar che facevano ricerca ma a livello internazionale la città non aveva un peso. Adesso, insieme a Roma e Milano, Firenze è diventata una delle capitali internazionali di riferimento, anche grazie all’arrivo – negli scorsi anni – di giornalisti internazionali e opinion leader.

 

Questo è un anno particolare per il settore eventi. Come si svolgerà il vostro? Ci saranno delle differenze rispetto alle precedenti edizioni?

Noi siamo fortunati perché la nostra è sempre stata una manifestazione itinerante a differenza di fiere e bar show. Nella nostra programmazione esisteva solo un momento conclusivo in cui si sarebbe dovuto svolgere il contest finale fra i bartender – che per questa edizione abbiamo deciso di non fare – e RiEsco a Bere Italiano, il Salotto dei Liquori, Amari e Distillati Italiani con 20 aziende italiane. Questa è l’unica parte a cui abbiamo dovuto rinunciare, perché implicherebbe la presenza di banchi di degustazione e dovremmo attenerci alle regole del distanziamento, difficili da rispettare in questo caso. Ciò non pregiudica il resto della manifestazione, che è stata comunque un miracolo a livello organizzativo.

 

Visto il momento storico, avete riflettuto su un possibile annullamento o è sempre stata più forte la volontà di mandare un messaggio positivo al settore?

No, abbiamo solo rimandato l’evento perché la data iniziale prevista doveva essere 4 -10 maggio. Abbiamo subito deciso di spostare l’evento al 21 – 27 settembre e così sarà.

 

Quale affluenza di pubblico vi aspettate quest’anno?

Indubbiamente mancherà tutta la parte internazionale ma, non essendoci altri eventi del settore, ci aspettiamo comunque un buon afflusso. Essendo un evento itinerante e non una fiera, non potremo avere una conta degli ingressi.

 

L’anno scorso, sulla scia dell’evento fiorentino, è nata la Tuscany Cocktail Week, che quest’anno si terrà da oggi, 14 settembre, fino a domenica 20. Che tipo di riscontro avete ottenuto l’anno scorso?

È stata una prima attivazione e non è stato facile organizzarla da zero. Quest’anno c’è stata molta più partecipazione di tutti, cocktail bar compresi. Abbiamo sempre più sensibilizzato le aziende a investire sulle province – il nuovo claim della manifestazione è infatti Bere Responsabile e Bere di Qualità valorizzando il territorio – e quest’anno abbiamo già avuto i primi risultati.

 

Avete dei programmi futuri?

Sarebbe bello portare il marchio Florence Cocktail Week all’estero. Ma ora pensiamo a questa edizione.

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